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Training fisico globale

Tutta l’organizzazione dei poliambulatori del Circuito ha tre obiettivi:

  • curare i dolori
  • riabilitare le alterazioni delle articolazioni
  • stimolare tutte le risorse fisiche

 

Per quanto riguarda la cura dei dolori, il suo campo elettivo è costituito dalle reumoartropatie, specialmente quando si tratta di bloccare il loro percorso degenerativo.

 

Le alterazioni delle articolazioni si presentano sotto varie forme, quali cervicalgie, dorsalgie, lombosciatalgie, gonalgie, coxalgie, scapolalgie…

La riabilitazione delle articolazioni, specialmente quando è presente un forte dolore con spasmi e infiammazione, ha bisogno dell’apporto di cure fisioterapiche quali iniezioni di sostanze terapeutiche e manipolazioni.

 

Il terzo obiettivo (trascurato e dimenticato da varie strutture) riguarda la stimolazione di tutte le risorse fisiche dell’organismo attraverso il training globale e il training NMA (neuromuscolare articolare).

 

uomo vitruvianoTRAINING GLOBALE e TRAINING NMA

Il TRAINING GLOBALE interessa vari sistemi anatomici (muscoloscheletrico, circolatorio, propriocettivo) fino ad arrivare a stimolare il cervello:

  • si mobilizzano gli arti inferiori, alzando le ginocchia all’altezza dell’ombelico, muovendosi o stando sul posto; sono consigliabili tre tipi di velocità (basso/medio/alto). Con questa prima operazione si stimola la muscolatura non solo degli arti inferiori, ma anche quella addominale e paravertebrale.
  • muovendo gli arti inferiori si stimolano gli avanpiedi (e quindi la suola di Lejar o “secondo cuore”, che attiva la circolazione sanguigna dal basso verso l’alto).
  • assieme agli arti inferiori vanno mossi in sintonia anche quelli superiori, aprendo e chiudendo le dita delle mani e dei piedi: queste ultime stimolano in modo elettivo la corteccia cerebrale, come pure i propriocettori delle articolazioni degli arti hanno un’azione diretta sul sistema nervoso centrale.

Complementare a esso, il TRAINING NMA lavora sulle 31 paia di nervi spinali della colonna vertebrale attraverso la stimolazione di tutte le articolazioni, fino a interessare anche il cosiddetto “cervello gastroenterico”, fondamentale nella produzione ormonale.

stimolazione del cervello

Stimolare il cervello con l'attività motoria

Scrive il prof. John Medina, nel suo libro “Il cervello. Istruzioni per l’uso”:

  • Il nostro cervello è stato fatto per camminare, ben 20 chilometri al giorno!

  • Per migliorare la vostra capacità di pensare, muovetevi.

  • L’esercizio fisico fa affluire sangue al cervello, sangue che trasporta energia e ossigeno in grado di assorbire gli elettroni rimasti come scorie. Inoltre stimola la proteina che contribuisce alle connessioni dei neuroni.

  • Fare esercizi aerobici almeno due volte a settimana dimezza il rischio di demenza generale e riduce del 60 per cento il rischio di Alzheimer.

Il punto di partenza e di arrivo di ogni attività riabilitativa è insomma il cervello, primo organo della riabilitazione. Il training fisico globale non stimola solo il corpo ma anche il cervello, e la terapia ha una funzione non solo in rapporto alla “carrozzeria” ma anche al “motore”, perché occorre riallacciare correttamente i circuiti che governano movimenti, postura e propriocezione.

 

medicina fisica

Medicina fisica: più e meglio di un farmaco

I farmaci possono aiutare a curare le reumoartropatie ma presentano varie controindicazioni, mentre la medicina fisica – se ben applicata – non ne ha.

Si può realmente affermare, insomma, che l’unica vera alternativa al trattamento farmacologico è la fisioterapia.

Una convinzione che gli operatori del Circuito della Salute Più applicano quotidianamente nei 40 anni di attività del gruppo.