Prevenzione donna: ginecologia ed eco transvaginale, pap test, ecografia mammella

Prevenzione donna a Casalecchio di Reno - esame di ecografia mammella ed eco pelvica transvaginale, pap test, ginecologia

A Casalecchio visita ginecologica ed esami ecografici di prevenzione

Presso il Poliambulatorio Riva Reno importanti prestazioni di prevenzione per la salute femminile:

  • visita ginecologica anche in convenzione SSN
  • ecografia pelvica transvaginale
  • pap test
  • ecografia mammella

Gli esami sono disponibili in libera professione. Tariffa agevolata ecografia transvaginale € 50 a seguito della visita specialistica ginecologica.

 

Informazioni sull'esame di ecografia pelvica transvaginale

L'ecografia pelvica è un esame strumentale a ultrasuoni, importantissimo per tutte le donne di qualsiasi età.

Negli ultimi decenni questa metodica ha completamente rivoluzionato la pratica clinica quotidiana, grazie alla sua non invasività, al basso costo e all'alto potere diagnostico.

L’ecografia pelvica può essere effettuata con approccio transaddominale, transrettale e transvaginale. La via transaddominale è indicata nelle bambine ma anche nelle donne adulte, sia per avere una visione globale dell‘anatomia pelvica sia per completare l‘ecografia transvaginale ai fini un migliore inquadramento diagnostico.

 

L'ecografia pelvica viene utilizzata per vari scopi:

  • Definire l‘anatomia uterina ed escludere la presenza di malformazioni congenite che potrebbero comportare gravi conseguenze in ambito ostetrico (tra cui aborti spontanei, rotture d'utero e infertilità).
  • Studiare l'utero e le ovaie da un punto di vista endocrino, con lo scopo di individuare le cause di alterazioni mestruali e definire le giuste terapie ormonali, eventualmente da assumere a seconda dei casi.
  • Escludere la presenza di neoformazioni che possono essere di natura benigna o maligna.

Anche le neoformazioni benigne possono causare seri problemi per la salute (es. rotture di cisti ovariche di grandi dimensioni che spesso sono asintomatiche) ed evidenziare formazioni solide quali fibromi uterini e ovarici, che possono compromette il buon esito delle gravidanze, che spesso sono asintomatiche.

 

Nel metodo per via transvaginale/transrettale si introduce una sonda protetta da un rivestimento (guanto o condom) nel quali viene inserito del gel specifico atto a favorire la trasmissione degli ultrasuoni e potere quindi individuare le cause di dolori pelvici, di perdite ematiche, di anormalità mestruali (amenorrea, dismenorrea, infertilità), e la presenza di neoformazioni cistiche e solide a carico dell'utero e degli annessi (tube e ovaie) anche asintomatiche.

In molti casi con questa metodica è possibile arrivare a una diagnosi precoce dei tumori e comunque discriminare tra situazioni disfunzionali e patologiche.

È sicuramente la metodica più attendibile in particolare per lo studio delle ovaie. Associando l'ecocolordoppler permette uno studio più accurato delle lesioni sospette.

Qualora alcune condizioni (es. verginità, estrema ristrettezza della vagina) non permettessero l'introduzione della sonda endocavitaria, è indicata la via transrettale (si procede introducendo delicatamente la sonda nel retto), che fornisce la stessa chiarezza e precisione di immagini rispetto alla via transvaginale.

Nelle bambine si effettua l’ecografia con una sonda esterna che viene poggiata sulle pelvi.

Il riempimento vescicale è indicato in questo caso ma anche in altri, ad esempio nelle donne in post menopausa e con fibromatosi uterina, per potere avere la possibilità di osservare l'anatomia pelvica nel suo insieme, individuare meglio i rapporti tra i vari organi e studiare l'endometrio in quei casi non infrequenti ove l'altra via non fornisca immagini convincenti.

In generale è sempre meglio avere la possibilità, da parte dell'operatore ginecologo/a, di poter osservare in certi casi l'anatomia interna anche dall'esterno per una maggiore completezza diagnostica. Poiché i limiti della tecnica sono dati soprattutto dallo spessore addominale e dal meteorismo o dalla costipazione intestinale, si cerca sempre di ottenere più informazioni visive abbinando le due metodiche.

 

È consigliabile una preparazione al fine di eliminare l'aria presente nell'intestino: nei tre giorni che precedono l’esame adoperare prodotti (come tisane o carbone vegetale) reperibili in farmacia, che devono essere assunti dopo i due pasti principali. Almeno il giorno prima dell'esame bisogna evitare bevande gassate, pasta, cereali, legumi, latte. Si consiglia invece di assumere carni magre o pesce bollito, senza condimenti. Questo viene raccomandato a persone che hanno problematiche intestinali (stitichezza, meteorismo, diverticolite).

 

L'ecografia pelvica transvaginale permette anche di effettuare il conteggio e la misurazione dei follicoli antrali nei programmi di fecondazione assistita.

È una tecnica utilissima all'inizio della gravidanza sia per la valutazione fetale che, più precocemente, dell‘individuazione dell'impianto embrionario onde escludere la presenza di gravidanze extrauterine.

Può essere eseguita in qualunque fase del ciclo mestruale; se però si deve ricercare la causa di un sanguinamento uterino anomalo, allora è indicato effettuarla non oltre il settimo-ottavo giorno dall'inizio dello stesso, a meno che non sia il ginecologo a fornire diverse indicazioni o che sussistano caratteri d'urgenza.

 

L’ecografia pelvica transvaginale, così come il pap test, andrebbe eseguita ogni anno in condizioni di assenza di patologia. Quando sono presenti patologie anche benigne (cisti ovariche, fibromi uterini, ecc.) è il ginecologo che stabilisce la cadenza del follow up a seconda dei casi.

Le donne che presentano un rischio familiare di tumore ovarico o della mammella, finché sono giovani e mantengono quindi le ovaie, devono praticare l’ecografia pelvica ogni 4 mesi.

 

L'ecografia pelvica spesso deve condurre a esami di secondo livello che hanno il compito di approfondire l'indagine diagnostica (es. l'isteroscopia in caso di perdite ematiche anomale, presenza di polipi endometriali, ispessimenti patologici della mucosa uterina).

La tc addomino-pelvica con mezzo di contrasto viene indicata dopo un‘ecografia pelvica in particolare nel sospetto di patologia tumorale.

 

 

Informazioni sul pap test

Si tratta di un pap test di nuova generazione, in fase liquida, molto più affidabile e preciso rispetto al test tradizionale e fortemente consigliato dalla Food and Drug Administration statunitense.

Il ginecologo, una volta eseguito il prelievo, immerge la spatola all’interno di un contenitore con una soluzione liquida studiata per conservare le cellule. In questa maniera non striscerà più la spatolina sul vetrino e sarà possibile conservare e analizzare un maggior numero di cellule, e poter contare un campione più significativo.

I vantaggi sono molteplici: si può eseguire anche in presenza di leggere perdite ematiche, è più chiaro da leggere, dunque si possono individuare più facilmente lesioni precancerogene ma anche lesioni di basso grado; parte delle cellule rimane conservata nell’apposito contenitore, di conseguenza il ginecologo può effettuare eventuali ulteriori test di approfondimento entro un mese.

 

Informazioni sull'esame di eco mammella

L'ecografia mammaria è un esame strumentale non invasivo che può essere effettuato in qualunque condizione ormonale (anche in gravidanza) e in qualunque età, anche nell'uomo in caso di sospetto di neoplasia (il carcinoma della mammella maschile rappresenta l'1% di tutti in cancri della mammella).

L’esame evidenzia la morfologia della mammella e definisce le eventuali lesioni presenti dandone una connotazione precisa e aggiungendo col Color Doppler un'informazione ulteriore sulla vascolarizzazione delle stesse.

 

L’ecografia mammella trova la sua migliore indicazione nelle donne in età fertile, laddove ci sia ancora una buona componente ghiandolare a livello della mammella, in quanto le lesioni (benigne o maligne) si evidenziano sicuramente meglio. È però comunque utile effettuare questo esame in associazione alla mammografia anche nelle donne in post-menopausa, dietro indicazione, al fine di migliorarne l'inquadramento diagnostico.

È utile sapere che il carcinoma della mammella riguarda una donna su 7, ovvero una donna su sette va incontro al carcinoma della mammella nel corso della sua vita. Attualmente in Italia muoiono ancora circa 13 mila donne ogni anno per questa patologia.

Ecco perché è importante effettuare visite senologiche periodiche con ecografie e/o mammografie di controllo, al fine di potere escludere in tempo neo-formazioni o intercettarle in tempo.

 

L'esame ha in genere una durata di 10-20 minuti circa, in base alle dimensioni delle mammelle, alle caratteristiche del seno e alla quantità e caratteristiche delle lesioni presenti. La paziente viene fatta distendere su un lettino. Vengono fatte sollevare alternativamente le braccia per stendere la mammella e immobilizzarla. Viene infine applicato un gel apposito per favorire la formazione delle immagini da parte della sonda.

 

È preferibile effettuare l'esame appena terminato il ciclo mestruale, entro la decima giornata. Si raccomanda di non cospargere il seno con creme, olii o gel nei giorni precedenti l'esame, in quanto questi potrebbero interferire sulla chiarezza delle immagini.

 

È tendenza generale prescrivere un’ecografia mammaria (accompagnata dalla visita senologica) dal compimento di 25 anni in su, dal momento che l'età di incidenza di carcinoma della mammella si è notevolmente abbassata.

Il controllo ecografico va eseguito annualmente salvo altre indicazioni da parte del senologo.

 

L'ecografia mammaria serve anche in caso di presenza di protesi estetiche, mettendone in evidenza eventuali anomalie e potendo osservare comunque le caratteristiche del tessuto ghiandolare presente ed eventuali neoformazioni.

 

La mammografia evidenzia spesso tumori in fase molto precoce attraverso l'evidenziazione di microcalcificazioni e distorsioni parenchimali (dei tessuti).

L'ecografia è considerata un esame non invasivo poiché utilizza ultrasuoni e non radiazioni. È importante anche per l’effettuazione di esami bioptici e agoaspirati (ecoguidati).

La mammografia è un esame invasivo (per quanto molto utile) che utilizza radiazioni ionizzanti e pertanto deve essere regolamentata secondo precise linee guida.

 

Dopo i 40 anni è sicuramente consigliata la mammografia in associazione; la risonanza magnetica nucleare con mezzo di contrasto in casi selezionati.

 

 

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